Rapporto Isfol
Garanzia Giovani

Il Rapporto sulla Garanzia Giovani in Italia realizzato dall’Isfol prende in esame i primi due anni dall’avvio del programma, partito ufficialmente il primo maggio del 2014.

L’istituzione della Garanzia Giovani nasce dalla Raccomandazione della Commissione europea dell’aprile 2013, finalizzata a contrastare l’inattività giovanile e a favorire un più agevole ingresso nel mercato del lavoro dei giovani.

La Garanzia Giovani, quindi, intende contribuire al raggiungimento di tre obiettivi: che il 75% delle persone di età compresa tra 20 e 64 anni abbia un lavoro, che gli abbandoni scolastici siano inferiori al 10% e che almeno 20 milioni di persone siano sottratte alla povertà e all'esclusione sociale.

Tale Piano, inviato a Bruxelles nel dicembre 2013 e varato dalla Commissione nel gennaio 2014, rappresenta il risultato del lavoro di concertazione tra Stato, Regioni e altri soggetti pubblici e privati all’interno di una Struttura di missione opportunamente creata.

Accanto al Piano italiano che individua le azioni comuni su tutto il territorio nazionale, ciascuna Regione definisce un proprio Piano attuativo (Piani di attuazione regionali – PAR), implementato per mezzo di convenzioni bilaterali, le cui caratteristiche sono state oggetto di confronto con il Ministero del Lavoro.

L’Italia, inoltre, ha deciso di estendere l’accesso al programma ai giovani tra i 25 e i 29 anni, arrivando quindi a comprendere tutti i giovani Neet (Not in Education, Employment or Training, cioè i giovani disoccupati o inattivi al di fuori di ogni ciclo di istruzione e formazione) tra i 15 e i 29 anni.

Secondo il rapporto Isfol, al 31 marzo 2016, si sono registrati al programma oltre un milione di giovani. Depurato dalle cancellazioni per mancanza di requisiti o ripensamenti, il numero dei giovani registrati è pari ad oltre 982 mila.

Questo dato va confrontato con il bacino potenziale, inizialmente stimato in circa 1,7 milioni di giovani, mostrando quindi allo stato attuale un tasso di copertura del 57%.

I rifiuti di un’offerta avvengono soprattutto poiché i giovani dichiarano di aver trovato lavoro senza la necessità di continuare il percorso nel programma.

Infatti hanno trovato lavoro anche 115.559 giovani iscritti al programma che però non hanno avviato o concluso alcuna azione. In questo caso le spiegazioni sono due: sono giovani attivi, che hanno percorso più strade fino a trovare quella giusta, oppure sono usciti da una situazione di scoraggiamento-inattività grazie a Garanzia Giovani e questo ha permesso loro di valutare anche altre opzioni offerte dal mercato del lavoro.

La Regione Basilicata ha fatto registrare, al 31/03/2016, 18.940 giovani registrati su un bacino potenziale di 23.955 unità con il 79% di obiettivo raggiunto.

La misura più utilizzata, secondo l’analisi Isfol, è il tirocinio (64,4%); circa il 36,6% di coloro che lo hanno completato entro il 31 marzo 2016, risulta avere al 30 aprile 2016 un rapporto di lavoro alle dipendenze. In un caso su cinque il datore di lavoro ha usufruito del bonus occupazionale previsto dal programma.

Tra i giovani che hanno usufruito di Garanzia Giovani, il 34,5% ha trovato lavoro a un mese della conclusione del percorso, il 39,7% a tre mesi e il 43,8% a sei mesi.

Su 194.118 giovani che a fine marzo hanno concluso il percorso proposto all’interno del programma, 73.289 risultano occupati (37,8%); su 545.271 che non hanno concluso un intervento, gli occupati sono 115.559 (21,2%). Secondo il Rapporto i partecipanti al programma di inserimento mostrano maggiori chance di lavoro rispetto ai “Neet” (15-29enni che non studiano né lavorano).

«I risultati sono tra i migliori d’Europa - ha affermato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti - e il governo insisterà per il rifinanziamento europeo del programma, pronto anche a mettere un po’ di benzina nella macchina in attesa di Bruxelles. Alla rendicontazione l’Italia arriva con un impegno del 150% delle risorse, mentre ci sono Paesi che non sono arrivati al 100%». 

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